Tutto quel vuoto da riempire attorno al nome della madre

Giacomo Verri Libri

Il nome della madre scomparsa è scritto in ultima pagina, in fondo al nuovo romanzo di Camurri (Il nome della madre, NN editore, pp. 174, € 17), che è una malinconica, quasi estenuata quête, un puzzle ove ogni tessera è presente tranne quella di lei, quella della donna per eccellenza, la madre, il cui ritratto vibra in filigrana, pallidissimo, sussurrato con sgomento da chi è rimasto. Lei sparisce a un certo punto lasciando il marito, Ettore, e un figlio piccolo, Pietro, e crea un vuoto quasi innominabile, non per la disperazione (ridotta a incessante conato), quanto per una sorta di pànica frustrazione, di rabbia appesa chissà dove nel cuore dei due maschi inermi.

Camurri, dunque, respira assieme ai suoi uomini abbandonati conducendoci in territori dello spirito assorti in un latente senso di sconfitta e di fievoli tentativi di rinascita che non hanno nulla di tragico nel senso…

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Carmen Totaro, Le piene di grazia

Giacomo Verri Libri

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Due donne sono sulla coperta del libro d’esordio di Carmen Totaro, Le piene di grazia, già romanzo finalista al Premio Calvino 2013; chiome nere, nasi asciutti, labbra piene, l’affascinante coppia muliebre elaborata dalla designer tedesca Catrin Welz-Stein si mostra avvolta da un abbraccio, forse nascostamente prevaricatore, da un groviglio di magnolie rosa. Il vegetale s’abbarbica ai petti, lambisce il nodo delle spalle, vellica il collo. Le due donne non si guardano, ma sono unite per la schiena come gemelle siamesi, serrate dal medesimo abito e da un’ossatura di ramoscelli: sono Palma e Maria Rosaria Castrocappone; quest’ultima, la bella del paese (siamo in provincia di Foggia), ha ricoperto per anni il ruolo della Vergine alla processione, lei, la mirabile piena di grazia che precipita giù, innamorandosi di Cosimo Logreco, infido ragazzo, seducente e traditore, comparso sulla scena del romanzo solo per ingravidare la donna e sparire poi, nonostante i loro…

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The prosecution of three Moscow activists on charges of vandalism is unlawful and politically motivated | Human Rights Center MEMORIAL

In protest against the verdict in the New Greatness trial, Olga Misik, Igor Basharimov, and Ivan Vorobyovsky splashed paint on the entrance to the Prosecutor General’s Office and put up posters on the fence outside the Lyublino district court in Moscow

Sorgente: The prosecution of three Moscow activists on charges of vandalism is unlawful and politically motivated | Human Rights Center MEMORIAL

LA GLADIATRICE – ROMANZO STORICO

NARRARE DI STORIA


Ho scritto un romanzo!

Fine del I secolo d. C.  L’imperatore Domiziano, che si fa chiamare con l’appellativo di “dominus et deus”, annuncia la sua visita in una città del nord Italia. Per festeggiare l’evento, ordina che siano preparati in suo onore dei giochi tra gladiatori. Il nobile Gaio Valerio, organizzatore dei giochi, deve soddisfare la volontà dell’imperatore di veder combattere una gladiatrice. La prescelta è Eilis, schiava di origini britanniche che nell’arena si è guadagnata il soprannome di Fenice. Le richieste imperiali però non si fermano qui…

Ed ecco un estratto (PDF) con il primo capitolo!

La gladiatrice: capitolo 1

Copertina
La gladiatrice
è un romanzo storico ambientato in epoca imperiale romana. Racconta la storia di Gaio Valerio, un nobile costretto a servire e adulare l’imperatore Domiziano, e di Eilis, britannica, schiavizzata dai Romani ma che si è riscattata nell’arena. Sarà proprio una circostanza tragica (ma normalissima per l’epoca!) a…

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Le tentazioni di Cristo, un affresco botticelliano nella Sistina

Musagete

Come gran parte del pubblico appassionato di Storia dell’arte saprà, nella prima campagna decorativa della Cappella Sistina, quella svolta tra il 1481-82, parteciparono alcuni dei principali artisti della penisola italiana. Gran parte di loro proveniva da Firenze ed era stato educato nella cultura pittorica di quella città, che faceva del disegno una delle parti fondamentali della creazione artistica.
I motivi di questa scelta sono ben noti, e non è mia intenzione approfondirli in questa sede. Basti semplicemente ricordare al lettore che la scelta di far affrescare gli interni della cappella ai migliori interpreti dell’arte fiorentina si collocava nella politica di distensione dei rapporti politici tra Firenze e Roma, pacificazione avvenuta proprio agli albori degli anni ’80 del Quattrocento, in seguito al turbolento periodo seguito alla congiura dei Pazzi (1478) avallata proprio dal Vaticano e da Sisto IV della Rovere. Con la rimozione dell’interdetto su Firenze del 3 dicembre 1480 i…

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