James Ensor e la “morte di Dio”

hæcceit@s web

di Stefano Scrima

People with Masks by James Ensor (1890) People with Masks by James Ensor (1890)

Nel 1882 Friedrich Nietzsche (1844-1900) dava alle stampe La gaia scienza in cui spiccava per sfrontatezza e lucidità l’aforisma 125, quello dell’annuncio della morte di Dio agli uomini. Non a un arcangelo, ma a un uomo – folle – con in mano una lanterna è stato affidato il compito di informare gli uomini, dediti alle compere, della funesta notizia: «Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso!»[1] esclama l’uomo in mezzo a sguardi dapprima sardonici ma poi stupiti e alla fine inquieti. Molti di quegli uomini non credevano in Dio, perché avrebbero dovuto preoccuparsi della sua morte? Il problema non sussiste, se Dio non esiste non può nemmeno morire, e quell’uomo agitato è solo un folle in preda a deliri di grandezza: «Vengo troppo presto […] non è ancora il mio tempo»[2].

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