Gli echi del silenzio.

Silentium post clamores

Lo Specchio di Eva

I silenzi sono tutti diversi  e ciascuno di loro ha un significato. C’è il silenzio della foresta, al mattino, molto diverso dal silenzio di una città addormentata. C’è quel silenzio dopo il temporale e quello prima del temporale, che sono diversi tra loro. C’è il silenzio del vuoto, il silenzio della paura, il silenzio del dubbio. Ci sono silenzi che scaturiscono dagli oggetti  inanimati, come quello di una sedia appena usata, o di un pianoforte  con i tasti coperti di antica polvere. Ogni oggetto di cui ci serviamo, per lavoro o diletto, ha il suo silenzio. Questo silenzio parla. La sua voce è  malinconica, ma non sempre; la sedia potrebbe essere stata usata da un bambino felice,  le ultime note suonate  dal piano potrebbero essere state potenti e passionali. Qualunque sia l’umore e la circostanza, la sua essenza riposa nel silenzio che segue. E’ un’eco senza suono.

View original post

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...