Marotta, Napolitano e la paura

Il Blog Di Giuseppe Aragno

In archivio, chi scava per capire qualcosa della storia della Repubblica, trova chiare tracce del “Gruppo Gramsci”. Scopre che il comunista Guido Piegari, era un’intelligenza politica fine che puntò il dito su Giorgio Amendola accusando: hai fatto del partito comunista qui da noi una macchina che raccoglie voti. Non aveva torto e meglio sarebbe stato ascoltarlo, ma Amendola brigò a Roma e Piegari fu cancellato dalla storia. Al giovanissimo socialista Gaetano Arfè, forse perché era stato un partigiano combattente, si riservava una cura particolare e non a caso dall’Archivio di Stato di Napoli fu trasferito d’ufficio a quello di Firenze e poi finì schedato dalla CIA in quanto direttore del sovversivo “Avanti!”. Di Gerardo Marotta si sente che sin da quei tempi era spirito profondamente libero e si capisce anche bene che, alla resa dei conti, il caso meno preoccupante era quello di Giorgio Napolitano, aò quale invano zelanti wikipediani…

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