senza pace

resti di/versi

Questa notte d’incanto

mi copre dei profumi

acri che reca un corpo

fatto esperto d’amori

e l’odoroso riposo

che il buio non turba

ma culla tra le foglie

fruscianti dal viale

e il lento abbaiare

di cani lontani…

Eppure dimmi: che ne è

della pioggia di maggio

dei fiori d’aprile

dei fuochi d’ottobre?

Che ne è di noi che fummo

un tempo ancora un noi

che al mondo scagliammo

il sole in una pietra?

Che cosa ora ci muove

al passo oltre la porta?

Nella notte che ho accanto

scruto il prossimo giorno

e già temo il ritorno:

amore, perdona l’errore

e dimmi se ti piace

questa notte d’incanto,

questo sonno di pace

che addormenta l’orrore.

(senza pace, 1999)

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