SULLA GRECIA RENZI È UN IRRESPONSABILE ALLO SBARAGLIO (Tommaso Di Francesco)

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Un governo che gra­zie all’esilarante lavo­rio «gior­na­li­stico» di distratti e acco­dati com­men­ta­tori (da Repubblica al Cor­riere della Sera, pas­sando per la nuova gestione di Rainews24) è stato fatto pas­sare addirittura per «media­tore». Un’invenzione di sana pianta, resa evi­dente dalle parole del pre­si­dente del Consiglio alla con­fe­renza con Mer­kel. Così tutti di corsa a sco­prire quello che era già lumi­noso: che il twit­ta­tore fio­ren­tino, pre­sunto media­tore, tra via greca e via ger­ma­nica pende pro­prio per la linea dura, auto­ri­ta­ria e ricat­ta­to­ria di Angela Merkel.

In linea del resto con la social­de­mo­cra­zia euro­pea, visto che ieri Mar­tin Schulz, pre­si­dente dell’Europarlamento, ha ver­go­gno­sa­mente dichia­rato a soli due giorni dal refe­ren­dum: «Via Syriza dal governo, ser­vono i tec­no­crati». E magari tacendo una mal­ce­lata ammi­ra­zione per il pre­si­dente della Com­mis­sione Ue Jean-Claude Junc­ker che si è «demo­cra­ti­ca­mente» rivolto al popolo greco invi­tan­dolo a votare sì.

Mat­teo Renzi non ha nep­pure biso­gno delle…

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RENZI CON MERKEL «MA SERVE LA TERZA VIA» (Daniela Preziosi)

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Una tele­fo­nata da Atene. Arriva nel primo pome­rig­gio a Palazzo Chigi. È una richie­sta di aiuto da parte di Ale­xis Tsi­pras nell’ultimo, esi­lis­simo, filo di trat­ta­tiva sro­to­lato dalla Gre­cia fino a Bru­xel­les. Il primo mini­stro greco tenta tutte le strade per con­vin­cere la can­cel­liera Angela Mer­kel ad accet­tare l’ultima pro­po­sta per evi­tare i «ter­reni sco­no­sciuti» di una rot­tura totale. E chiede a Renzi una mano. Ma in realtà in que­sti dram­ma­tici giorni Renzi non è stato tenero con il col­lega greco e niente auto­rizza a pen­sare che voglia spen­dersi per far ragio­nare la can­cel­liera. Lunedì ha lan­ciato in rete un tweet pesante: «Il refe­ren­dum non è derby Ue-Tsipras, ma euro-dracma»: un con­cetto rifiu­tato da Atene e che anche il falco tede­sco Schäu­ble ha fin qui evi­tato. Poi l’intervista al Sole 24 Ore, ancora duro con Tsi­pras: «Dare la colpa alla Ger­ma­nia è un comodo alibi ma non cor­ri­sponde alla realtà».

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